2009
 

 

I musei scientifici della Toscana fanno sistema “sotto il segno di Galileo”

di Silvia Mauro


Sotto il Segno di GalileoNonostante la Toscana ricopra una posizione di assoluta eccellenza nell’ambito scientifico, grazie alla presenza di numerose istituzioni di rilievo internazionale, oltre che per il cospicuo patrimonio di tipo storico, conservato in molti dei suoi musei della scienza, il glorioso passato umanistico e rinascimentale ha oscurato a lungo tale prerogativa, rendendo questa eredità culturale poco conosciuta al grande pubblico.
Il contesto toscano, in cui la relazione tra arte e scienza è strettamente intessuta nella storia stessa della regione, può essere, al contrario, luogo d’elezione per la creazione di centri museali e divulgativi, in cui il sapere scientifico, sottratto al ristretto mondo degli addetti ai lavori, sia in grado di dialogare proficuamente con il pubblico, diventando patrimonio comune e strumento di crescita culturale.
In occasione delle manifestazioni galileiane, per il quattrocentesimo anniversario delle scoperte del grande scienziato pisano, la Regione ha, a questo proposito, dato vita ad un ambizioso ed innovativo progetto: la creazione di un percorso, a carattere permanente, per la valorizzazione dei luoghi galileiani della Toscana. L’intento dichiarato è che ciascun centro, o tappa di questo immaginario cammino, declini, infatti, in termini diversi e secondo le proprie risorse e peculiarità, la lezione sperimentale impartita dallo scienziato, dando vita ad un insieme di proposte espositivo-didattiche estremamente eterogeneo ed articolato.
 “Sotto il segno di Galileo. Luoghi della scienza in Toscana” ha quindi il merito di convogliare in un’unica direzione il ricco patrimonio, prevalentemente a carattere storico-scientifico, di musei, collezioni, osservatori astronomici e parchi della scienza di ben sette differenti province, sotto il comun denominatore della fusione tra il dato storico - relativo alla vita e alle scoperte del grande scienziato - e modalità divulgative a partecipazione diretta.

Se infatti la visione di sistema dei musei scientifici toscani appare giustificata, in una prima analisi, da una memoria fortemente condivisa e dalla naturale integrazione tra quest’ultima e la tradizione scientifica della regione, ciò che rende ancor più valido e rilevante questo progetto di rete museale è la comune volontà, in ciascuna delle istituzioni coinvolte, di combinare il proprio patrimonio storico e culturale con l’esperienza partecipatoria e interattiva tipica degli science centre. Ogni punto dell’itinerario, infatti, fa proprio l’insegnamento del grande scienziato, esaltando il valore dell’osservazione e del dato sperimentale, privilegiando quindi il dialogo con il visitatore rispetto a  una più sterile, ancorché tradizionale, esposizione del dato storico.
Dalla suggestiva riproduzione del Sistema solare nel parco dell’Osservatorio di Arcetri, ai laboratori didattici del Museo per la Matematica di Firenze, alla mostra interattiva della Ludoteca Scientifica di Pisa, fino alle attività proposte nei luoghi della biografia dello scienziato, come la Vigna delle Veneri di Vaiano o la Fortezza Vecchia di Livorno, ogni nodo di questo percorso galileiano non disconosce affatto il valore del proprio patrimonio, ma anzi, attingendo al potere attrattivo esercitato da exhibit e altri apparati ludici ed interattivi, ed esercitando strategie comunicativo-didattiche a partecipazione diretta, lo valorizza ancor più, rendendolo maggiormente comprensibile al pubblico.

La suggestione emotiva ed esperienziale, propria di tali modalità divulgative, è infatti capace di veicolare concetti e teorie in modo coinvolgente, illustrando il reale contesto storico e culturale in cui le scoperte scientifiche si sono originate nel corso del tempo e chiarendo i principi e le leggi fisiche che vi stanno alla base. «É sciocchezza cercar filosofia che ci mostri la verità di un effetto meglio che l’esperienza e gli occhi nostri», sosteneva lo stesso Galileo.
Benché ulteriori miglioramenti sul fronte delle strategie comunicative e didattiche siano possibili ed auspicabili, la direzione intrapresa con questo lungimirante progetto testimonia la presenza, nelle istituzioni scientifiche toscane, di una forte volontà di potenziamento della trasmissibilità del proprio messaggio culturale, in una continua ricerca di sintesi tra dimensione storica, intrattenimento, aspetti informativo-cognitivi ed elementi emotivo-partecipatori, che sia in grado di veicolare nel modo più efficace possibile il sapere scientifico.
Solo così infatti, attraverso progetti espositivi in grado di coinvolgere il visitatore ad ogni livello - intellettuale, emotivo e fisico - il museo della scienza del futuro potrà realmente comunicare con il proprio pubblico di riferimento e ricoprire un ruolo determinante nello sviluppo culturale degli individui e della società, educando i cittadini alla riflessione critica, favorendo una piena e matura consapevolezza e stimolando una partecipazione totale ed informata agli eventi della realtà circostante.

Leggi le interviste:

Intervista al Prof. Francesco Palla
direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri [leggi]

Intervista al Prof. Giuseppe Pierazzini e alla Dott.ssa Nadia Ioli
coordinatori della Ludoteca Scientifica (LuS) [leggi]

Intervista a dott. Reuven Anati
creatore del Clore Garden of Science di Tel Aviv [Leggi]

 

 

 
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