Intervista al Prof. Giuseppe Pierazzini e alla Dott.ssa Nadia Ioli
di Silvia Mauro
Il Prof. Giuseppe Pierazzini e la Dott.ssa Nadia Ioli coordinatori della Ludoteca Scientifica (LuS), vero e proprio science centre pisano. La LuS ha aderito al progetto della Regione “Sotto il segno di Galileo. Luoghi della scienza in Toscana” con la mostra interattiva “Dialogar di Scienza, sperimentando sotto la Torre”.
Cos’è la Ludoteca Scientifica e qual è la sua filosofia?
N.I. La Ludoteca Scientifica è una collezione di circa sessanta giochi e strumenti interattivi creati per riprod urre, con uno spirito tutto galileiano, gli esperimenti che hanno fatto la storia della scienza e degli scienziati. L’obiettivo è quello di avvicinare i pubblici più diversi alla scienza ed alla sua storia, stimolando i visitatori a cimentarsi di persona con gli interrogativi e con gli esperimenti dei ricercatori, a conoscere concretamente il metodo e i risultati scientifici, a comprendere in profondità quanto utili e importanti siano il sapere scientifico e le sue implicazioni ed applicazioni nella nostra vita quotidiana. La nostra sfida è di insegnare a imparare giocando, perché nascano e crescano la vocazione alla ricerca e la passione per lo studio delle scienze, soprattutto nei giovani. La Ludoteca Scientifica è un posto dove i bambini crescono e gli adulti diventano bambini.
G.P. La Ludoteca Scientifica è un esempio tipico di insegnamento informale bottom-up - cioè a partire dall’esperienza, dal basso - in contrapposizione all’insegnamento formale top-down messo in atto nelle scuole, dove il sapere arriva dall’alto senza applicazione pratica. Questo è ciò che chiede la Comunità Europea, cioè che i docenti insegnino le materie scientifiche in maniera sperimentale.
Per il progetto “Sotto il segno di Galileo” quali percorsi tematici avete adibito?
N.I. La mostra “Dialogar di scienza, sperimentando sotto la Torre”, allestita per il progetto “Sotto il segno di Galileo”, si è svolta dal 25 settembre al 25 ottobre. Lo scopo era riprodurre gli esperimenti dello scienziato per mezzo di vari giochi interattivi e dimostrazioni. Sei i percorsi tematici che abbiamo adibito: “la gravità e il piano inclinato”, “il pendolo e la misura dei tempi”, “riflessione e diffusione della luce”, “il cannocchiale e le osservazioni del cielo”, “mille modi di far suoni e luci”, “il galleggiamento e il termometro di Galileo”.
G.P. Il nostro intento per questa mostra, come per tutte le altre allestite in precedenza, è stato quello di partire dalla storia della scienza, ovvero dagli esperimenti di Galileo, per arrivare poi ad affrontare le tematiche scientifiche più attuali.
Vi siete ispirati ad altri science centre, nella costruzione degli exhibit, o siete stati voi stessi ad idearli e costruirli?
G.P. Gli exhibit sono stati ideati e progettati, ispirandosi ovviamente a Galileo e ai suoi esperimenti, da docenti universitari e ricercatori anche del CNR. Sono stati poi costruiti nelle officine sia del Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa, che dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Altri exhibit sono stati ideati da noi, realizzati in forma di prototipo dal Dipartimento di Fisica, e poi fatti costruire da ditte esterne.
Gli allestimenti e i giochi interattivi poi sono stati tutti realizzati con l’uso di materiale povero, in modo che il visitatore, se vuole, possa riprodurli anche a casa.
N.I. In questo modo anche gli insegnanti possono imparare ad insegnare le scienze non solo con libri e quaderni, ma anche con semplici strumenti costruiti con poco.
Il percorso era libero o si svolgeva sotto la guida di un esperto/animatore?
G.P. In un’ora e mezza circa otto animatori per turno illustravano ai propri gruppi, composti da circa 6/7 persone, i vari exhibit della LuS, mostrando gli esperimenti di Galileo e rispondendo alle numerose domande e curiosità.
N.I. Gli animatori della Ludoteca Scientifica sono giovani studenti universitari, scelti solo quest’anno tra più di 480 aspiranti, e da noi istruiti sulle modalità di comunicazione con il pubblico: è infatti importante che gli animatori si relazionino in modo differente a seconda degli interlocutori - siano essi adulti, adolescenti o bambini - scegliendo parole e tono in sintonia con la tipologia di visitatore che hanno di fronte.
G.P. Ciascun gruppo tematico di exhibit era corredato anche da pannelli illustrativi nei quali lo stesso Galileo illustrava i suoi esperimenti, sia per mezzo di fumetti raffiguranti lo scienziato, che attraverso testi tratti dai suoi scritti originali. In questo modo abbiamo cercato di diffondere in maniera semplice e divertente le esperienze dello scienziato, coinvolgendo ancor più sia il pubblico dei bambini che quello degli adulti.
N.I. Le varie schede illustrative, da noi realizzate per la mostra, sono state poi raccolte nel libro “GALILEO! Un dialogo impossibile” edito da “Felici Editore”.
Quale pubblico ha frequentato la mostra? Adulti, famiglie, scolaresche?
N.I. Di solito il nostro pubblico è composto da circa un terzo di adulti, un terzo di ragazzi e un terzo di bambini. Almeno un quarto dei visitatori inoltre sono famiglie portate alla domenica dai bambini che hanno precedentemente visto la mostra con la propria scuola. Solo nella mostra di Galileo abbiamo avuto circa 4.000 visitatori in quattro settimane di apertura.
Abbiamo anche ricevuto un gruppo di sordo-ciechi, che, con l’aiuto di un interprete, hanno goduto della mostra e delle sue dimostrazioni. Ci hanno fatto molte domande su Galileo e i sui suoi esperimenti, dandoci molte soddisfazioni.
Che risposta avete avuto dal pubblico?
G.P. Il pubblico partecipa sempre molto nelle nostre mostre, e spesso non sono solo i bambini, ma anche gli adulti, che vogliono interagire con gli animatori e con gli exhibit.
N.I. Il nostro vanto, in particolare, è di essere un punto di incontro per le famiglie, che si riuniscono attorno alle dimostrazioni, comunicano e socializzano tra loro. Spesso persone che non si conoscevano prima si fermano a chiacchierare e, alla fine, sembra quasi che si conoscano da sempre. Siamo un punto di socializzazione per tutti e per le famiglie in particolare.
Cosa vi proponete per il futuro?
N.I. Le nostre mostre si svolgono solitamente nel periodo primaverile: la prossima mostra della LuS, che stiamo cominciando adesso ad organizzare, si terrà dal 19 aprile al 23 maggio 2010 e si aprirà a tutte le discipline scientifiche, con vari laboratori.
G.P. L’idea è che la Ludoteca Scientifica diventi un laboratorio interattivo d’Ateneo e cittadino: il Comune di Pisa vuole infatti che questo divenga un punto di turismo culturale di tipo scientifico. Pisa, in questo senso, si presta molto bene perché le competenze qui sono altamente qualificate. L’intento è quello di aprirci non solo alle discipline scientifiche di vario genere, ma anche all’industria locale, per favorire lo sviluppo tecnologico del territorio, mostrando le applicazioni tecniche dei principi e delle scoperte scientifiche.
N.I. Vogliamo sempre mostrare il principio base, ma poi anche l’applicazione nell’attualità, affinché nasca uno spirito imprenditoriale soprattutto nei giovani. Un altro dei ruoli che rivestiamo, infatti, è anche quello di orientamento universitario, poiché, facendo nascere curiosità ed interesse nei confronti della scienza, indirizziamo verso le facoltà scientifiche gli studenti delle scuole superiori.
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