2009
 

 

Intervista al Prof. Francesco Palla, direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri

di Silvia Mauro



L’Osservatorio partecipa al progetto della Regione “Sotto il segno di Galileo. Luoghi della scienza in Toscana” con l’allestimento di tre nuove attività didattiche: la riproduzione in scala del Sistema solare, situata nel parco dell’Istituto e percorribile a piedi, l’osservazione del cielo - sia ad occhio nudo dal “Teatro del Cielo”, struttura semicircolare all’aperto, che attraverso l’utilizzo di telescopi - e, infine, l’uso dello spettroscopio di Kirchhoff-Bunsen per l’analisi della luce naturale e artificiale.

 

Francesco PallaProf. Palla, può brevemente illustrare il funzionamento del modello in scala del Sistema solare, realizzato dall’Osservatorio di Arcetri nell’ambito del progetto “Sotto il segno di Galileo”? Qual è il suo scopo?

Il funzionamento è semplice: il percorso per i visitatori comincia all’ingresso dell’Osservatorio ai confini del nostro Sistema solare con la rappresentazione della fascia dei pianeti nani, detti anche Plutoidi (da Plutone, il capofamiglia) e si finisce coi pianeti più vicini al Sole e il Sole stesso. Il percorso è lungo circa 200 metri ed è punteggiato dalle installazioni che rappresentano ciascun pianeta nei suoi colori naturali e di dimensioni in scala rispetto a quelle del Sole. Per esempio, la Terra è grande poco più di 4 cm, mentre Giove, che ha un diametro 11 volte maggiore, è una sfera di circa 45 cm. Il Sole, rappresentato come una potente sorgente di luce, è grande 4 metri e 40cm.
Analogamente, sono rispettate le distanze relative di ogni pianeta dal Sole. In questo modo, il visitatore si fa un’idea precisa di dimensioni e distanze del sistema che abitiamo e che ci sembra così lontano.

Il percorso attraverso il modello del Sistema solare può essere liberamente attraversato dai visitatori o viene svolto sotto la guida di un esperto?

I visitatori nel percorso sono accompagnati da un esperto che illustra significati e proprietà principali di ciascun pianeta e risponde alle eventuali domande.

Il percorso è corredato anche da supporti visivi, come schede e cartelli illustrativi?

Abbiamo preparato una scheda del Sistema solare che propone l’immagine fotografica di ogni pianeta e del suo supporto in ferro battuto e un breve testo informativo su ciascun oggetto. Questi temi possono essere poi ripresi e approfonditi durante il seguito della visita.

La seconda attività proposta è l’osservazione del cielo,inizialmente a occhio nudo dal “Teatro del Cielo” e successivamente con l’uso di telescopi: può brevemente illustrare come si svolge questo momento formativo e a quali scopi intende rispondere?

La possibilità di far vedere comodamente e da unpunto privilegiato il cielo ad occhio nudoprimadi passare alle osservazioni con i telescopi è un momento che riteniamo molto importante e, appunto, formativo. Abbiamo realizzato una serie di gradoni a forma di anfiteatro orientati verso sud dove i visitatori si possono sedere e essere guidati all’orientazione e all’osservazione/riconoscimento dei principali oggetti celesti visibili nella serata. Naturalmente, sempre che sia bel tempo! Questo momento è importante perché una volta che si entra nella cupola per l’osservazione al telescopio, a causa del piccolo campo di vista del telescopio stesso, non si ha più il contesto in cui è collocato il pianeta, la stella, la nebulosa che si sta osservando.

La terza e ultima attività è l’uso dello spettroscopio di Kirchhoff-Bunsen: come si svolge e quali principi scientifici mostra?
 
Gli oggetti celesti comunicano con noi attraverso la luce. La luce contiene informazioni essenziali per capire la composizione chimica di stelle e pianeti. Lo spettroscopio è lo strumento che permette di scomporre la luce bianca nei suoi colori naturali, dal violetto al rosso.
L’esperienza dello spettroscopio è quindi l’ideale complemento dell’osservazione al telescopio che consente di vedere meglio l’immagine di un oggetto celeste, ma non dà informazioni sulla sua composizione fisica.

Queste attività prevedono l'intervento diespertiperla dimostrazione dei fenomeni astronomici e scientifici?

Sì, sempre. Credo che sia il punto di forza delle nostre visite. Queste sono tenute da ricercatori e  dottorandi che lavorano ad Arcetri e che quindi possono portare oltre alla competenza anche l’esperienza diretta delle loro ricerche e delle loro motivazioni. Ciò permette di stabilire un contatto molto più forte e diretto con il pubblico, anche in relazione alle tante domande che vengono formulate durante gli incontri. Specie quando ci sono i più piccoli, che hanno meno timori nel porre domande degli adulti.

Ossercatorio di Arcetri
I tre momenti - il percorso nelparco, l’osservazionedel cielo e l’uso dello spettroscopio - sono collegati fra loro? L’uno culmina nell’altro?

Sì, è proprio quello che proponiamo e speriamo di ottenere. Il percorso del sistema solare permette di introdurre il discorso sugli oggetti che poi saranno osservati al telescopio; l’osservazione del cielo dall’anfiteatro consente di apprezzare dove stanno gli oggetti che si osserveranno al telescopio e infine si può capire meglio cos’è la luce che proviene dalle stelle che abbiamo guardato al telescopio.


A quale pubblico vi rivolgete? Famiglie con bambini, scolaresche, adulti?

Le esperienze che proponiamo all’Osservatorio sono adatte al pubblico di ogni tipo. Naturalmente, cambia il linguaggio con cui si descrivono le cose a seconda dell’interlocutore, ma non la sostanza. La bellezza del cielo notturno è per tutti e noi ci sforziamo di farla apprezzare indipendentemente da età o livello culturale.

Che tipo di risposta avete avuto dal pubblico? Ha partecipato attivamente alle dimostrazioni?

I commenti sono stati positivi e colgono in genere la molteplicità dell’attività proposta. É chiaro che  per tutti l’emozione più grande e le aspettative maggiori sono per il momento del “mettere l’occhio” al telescopio, ma ciò non basta se non è accompagnato da un’adeguata preparazione e spiegazione. E i vari momenti aggiuntivi da noi proposti, che coinvolgono maggiormente il visitatore oltre  l’osservazione passiva, sembrano avere colto nell’obiettivo.

Momenti formativi che prevedono l’utilizzo diretto di strumentazione, come i telescopi, possono essere di ausilio per far meglio comprendere al pubblico fenomeni astronomici e scientifici?

Lo sono certamente, ma non sono esaustivi. Essi sono il momento iniziale per un ulteriore  (necessario) approfondimento che poi ciascuno deve trovare il modo di realizzare. Magari ritornando una seconda e una terza volta ad Arcetri!

Quali scopi vi aspettavate di conseguire con l’adesione al progetto “Sotto il segno di Galileo”? Li avete raggiunti?

Lo scopo principale è stato quello di potenziare la nostra offerta didattica e divulgativa nell’anno 2009, destinato a mettere al centro dell’attenzione del pubblico le meraviglie dell’astronomia e del cielo stellato. Un cielo che è scomparso da sopra le nostre teste di cittadini e che è necessario proteggere e valorizzare quanto più possibile. Il modo più efficace è quello di portare quante più persone possibile ad accostarsi a questo cielo e a questi argomenti ed i percorsi suggeriti dal progetto “Sotto il segno di Galileo” rappresentano un notevole sforzo in questa direzione. Speriamo che il pubblico, che ha cominciato a partecipare numeroso, li apprezzi e li sostenga anche in futuro.

 

 

 

 
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