• Intervista a Franco Pacini - Lunedì 6 Ottobre 2008

 

In occasione della Conferenza stampa inaugurale di Pianeta Galileo 2008, svoltasi presso il Cenacolo della Chiesa di Santa Croce, abbiamo rivolto qualche domanda a Franco Pacini, membro del Comitato scientifico di Pianeta Galileo e illustre astronomo dell'Osservatorio di Arcetri a Firenze.

 

 

 

S.B. Rispetto agli altri interventi della giornata, il suo è stato maggiormente focalizzato sulla situazione critica..

F.P. Negativa. È inutile continuare a dire che tutto va bene..

S.B. L'iniziativa di Pianeta Galileo propone senz'altro delle attività utili alla divulgazione scientifica, che tutti oggi hanno caldeggiato. Tuttavia, l'incentivazione agli studenti a frequentare le facoltà scientifiche, a combattere la situazione italiana della 'fuga dei cervelli', in realtà non trova fattivamente risposta nella condizione dell'università italiana che, stiamo vedendo, non ha le risorse economiche e strutturali per accogliere le volontà, ma anche le passioni, degli studenti.

F.P. Sembra che tutto sia fatto per scoraggiare. In media, uno studente sraniero oggi, per partecipare ad un nostro concorso, dovrebbe organizzarsi per essere qui otto volte nell'arco di due mesi: stiamo facendo di tutto per allontanare la gente con questo sistema.

S.B. Il sistema concorsuale che c'è in Italia è un caso unico.

F.P. È assurdo, esiste solo in Italia. Perchè solo in Italia si convocano 50 persone, quando si sa che la specializzazione che ci interessa – parlo di casi buoni, non di nepotismi - può, al massimo, averne cinque o sei. Diciamoglielo subito che non è nel profilo professionale che serve, perchè se io ho bisogno di un dentista non vado certo dal ginecologo.

S.B. E il caos intorno all'organizzazione didattica e  burocratica? Le continue riforme all'interno dell'università che sembrano soltanto danneggiare lo stato dei lavori?

F.P. È una perturbazione continua, in cui si cambia di tutto e in continuazione, però poi il dato di fatto non cambia. E quello che è peggio è che le carriere di voi giovani sono diventate lunghissime. Io appertengo a quella generazione che poteva permettersi il lusso di andare in cattedra a trenta, trentacinque anni, oggi a trentacinque anni uno è un assegnista, un borsista, cose di questo genere..

S.B. Se va bene..

F.P. Se va bene. È un'assurdita incredibile questa che risponde al sistema dei concorsi. Io non ho nulla in contrario a dire che mi serve uno specialista del pianeta Plutone, allora è inutile che diano l'illusione a quello che si occupa del pianeta Mercurio di poter avere l'incarico - adesso sto schematizzando e magari è uno dei casi in cui potrebbe anche funzionare! -
Pero diciamo che c'è una falsità e un'apparenza per cui ogni volta si mettono le mani e ogni volta non cambia niente.

S.B. È una situazione critica quella dei giovani che fanno ricerca e che vorrebbero continuare.

F.P. Ma sì. Io ho portato l'esempio di Leonardo Testi e Roberto Maiolino che hanno ricevuto incarichi  di responsabilità in progetti di altissimo livello. Sono persone sui quarant'anni e evidentemente noi li abbiamo formati, se dall'estero li vogliono. Però noi non li vogliamo, li vogliamo buoni, mansueti e contenti di milleeduecento euro al mese.

D.M. Adesso rischiano di non esserci più neanche quelli. Leggiamo sui giornali che le università toscane sono in una situazione drammatica, sembra che dovranno fallire tutte entro il duemiladieci.

F.P. Per fortuna è per quando prevedono che vada in pensione!

A cura di Duccio Manetti e Scilla Bellucci

 



 
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