Primo incontro con la scienza - Premio al lettore di divulgazione scientifica

 

Sabato 18 Aprile presso l’Auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze si è tenuto l’evento conclusivo di Pianeta Galileo 2008. La giornata, organizzata con la collaborazione dell’Ufficio scolastico regionale, ha visto la partecipazione di mille studenti delle scuole medie e superiori toscane selezionati tra i coetanei di tutta la regione che dopo aver letto e votato il libro preferito tra dieci proposti, hanno avuto l’opportunità di incontrare direttamente gli autori, confrontandosi con loro attraverso alcune domande raccolte per l’occasione. Centodieci le scuole che hanno aderito e ventotto le biblioteche a cui sono stati inviati dieci testi di divulgazione scientifica selezionati dal Comitato scientifico di Pianeta Galileo per un totale di diecimila lettori potenziali che hanno potuto esprimere la loro preferenza con un voto su una scala da uno a dieci. All’evento hanno partecipato gli autori dei libri selezionati: Margherita Hack, Benoit Rittaud, Clara Frontali, Giorgio Manzi, Alessandro Minelli, Andrea Pilastro, Carlo Degiacomi. Ha coordinato la giornata Livia Azzariti medico e giornalista.

Sala Auditorium

Questi i libri selezionati dagli studenti delle scuole superiori di primo grado:

Una vita tra le stelle di Margherita Hack (Di Renzo Editore, 2006); L’avventura della vita di Clara Frontali (Edizioni Dedalo, 2007); Viaggio nel paese dei numeri di Benoit Rittaud (Edizioni Dedalo, 2008); A come ambiente a cura di Carlo Degiacomi (Editoriale Scienza, 2008); Superscienza di Simon Mugford (Editoriale Scienza, 2008).

Questi i testi scelti dalle biblioteche e dagli studenti delle scuole superiori di secondo grado:

Forme del divenire. Evo-devo: la biologia evoluzionistica dello sviluppo di Alessandro Minelli (Biblioteca Einaudi, 2007); Eva Nera di Franco Prattico (Codice Edizioni, 2007); L’evoluzione umana. Ominidi e uomini prima di homo sapiens di Giorgio Manzi (Il Mulino, 2007); Sesso ed evoluzione di Andrea Pilastro (Bompiani, 2007); Dal moscerino all’uomo: una stretta parentela di Edoardo Boncinelli e Chiara Tonelli (Sperling, 2007).

Il Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Riccardo Nencini ha messo in luce la natura non convenzionale dell’evento: non capita spesso, infatti, di avere l’opportunità di incontrare direttamente gli autori dei libri letti. Ancora più significativo il fatto che una giornata di tale rilievo abbia sede a Firenze, luogo custode di un glorioso passato nel quale i valori umanistici e scientifici sono, da sempre, proficuamente legati. È con l’auspicio che proprio nell’Anno Galileiano questi valori siano recuperati e valorizzati opportunamente soprattutto grazie a iniziative come Pianeta Galileo, capaci di trasmettere il messaggio dell’importanza della creatività per l’attività scientifica, caratterizzata dall’atteggiamento fondamentale del porsi domande, del mettersi in discussione, della pratica di una sana inclinazione al dubbio e al ragionamento.

La giornata è stata arricchita da una breve introduzione autobiografica da parte degli autori invitati moderata da Livia Azzariti. Margherita Hack, astrofisico, ha ricordato come la passione per le discipline scientifiche sia maturata gradualmente durante il suo percorso di studi cominciato al liceo classico Galileo di Firenze e continuato con l’iscrizione al corso di laurea in Fisica, dopo una breve parentesi presso la Facoltà di Lettere dell’Università fiorentina. È durante il lavoro di tesi, però, che comincia a scoprire il valore e la bellezza della ricerca scientifica, laureandosi a Firenze con una tesi di astronomia, argomento, allora, poco affrontato dai giovani ricercatori. Dopo la laurea nel 45, diventa assistente nel 48, e, successivamente, vince il concorso a tempo indeterminato, tutto sommato in tempi molto brevi rispetto agli anni di precariato odierni, ha osservato Hack. Evidentemente, conclude l’astrofisica, anche la passione per la divulgazione della scienza aveva una sua ragione, se fin da bambina univa la curiosità per gli argomenti scientifici al piacere della scrittura anche di tipo giornalistico.

L’interesse scientifico per la matematica, ha sinteticamente tratteggiato il matematico Benoit Rittaud, è frutto di una misteriosa passione, che, se vista retrospettivamente, non necessita di elaborate spiegazioni. Ciò che rendeva attraente la matematica agli occhi di un adolescente, erano i profondi legami con il passato e la particolare caratteristica della universalità del suo linguaggio. Fare matematica, poi, ha assunto negli anni, la forma “della gioia di partecipare a qualcosa di antico che dura ancora oggi”, come se il lavoro del singolo matematico prendesse le sembianze di un anello di una lunga catena temporale originata nell’antichità. Quello della matematica, ha concluso Rittaud, è prima di tutto un magnifico viaggio interiore che avviene in gran parte nella mente del singolo ricercatore. Infatti, disponendo soltanto di carta e matita, è possibile “visitare la bellezza delle diverse strutture matematiche” e approdare, poi, in tutta libertà, in quelle regioni dello spirito più consone alla propria attitudine.

Giorgio Manzi, paleontologo, ha ricordato come il passato sia stato per lui un argomento appassionante fin da bambino. La curiosità per la storia, infatti, è maturata durante i suoi studi al liceo classico. Questa passione però, si trasformerà presto in un interesse scientifico per il “passato remoto” e per la storia evolutiva della specie homo sapiens. L’essere umano, infatti, rappresenta un caso curioso tra gli organismi presenti in natura, data la compresenza nella nostra specie di componenti naturali e simboliche. Anche le letture in età giovanile hanno contribuito alla formazione di una forma mentis scientifica. Tra queste, due in particolare: La scimmia nuda di Morris Desmond e Lucy di Donald C. Johnson e Maitland A. Edey. Da studente universitario poi, la vera passione per la biologia, l’incontro “con un nuovo universo” che ha contribuito a dischiudere orizzonti di esperienza personale allora sconosciuti.

Andrea Pilastro, etologo, ha ricordato come la passione per la biologia sia stata stimolata dalla lettura in età giovanile di alcuni libri significativi. In particolare, oltre al già ricordato La scimmia nuda di Morris, Il naturalista curioso di Niko Timbergen, e L’Ombra dell’uomo di Jane Goodall. È durante il percorso universitario, però, che ha preso forma l’interesse per la biologia evoluzionistica e per lo studio del comportamento animale. Attualmente, i suoi interessi scientifici riguardano il comportamento sessuale e l’importanza che questo riveste nella cornice più generale dell’evoluzione del comportamento animale. Un viaggio straordinario in un settore di studi in continuo sviluppo, rispecchiabile, altresì, nella infinita varietà di comportamenti presenti in natura.

“I primi insegnanti di biologia – ha osservato lo zoologo Alessandro Minelli – sono stati gli animali stessi”. La passione per il mondo animale, però, è stata accompagnata dalla curiosità di comprendere il rapporto tra forma e funzione in natura. La sua produzione scientifica si è sviluppata soprattutto attorno ai temi di biologia evoluzionistica dello sviluppo, dei principi e metodi della sistematica biologica, dell’analisi frattale della diversità biologica. Lo studioso, poi, ha individuato in diversità e cambiamento le due parole cardine per la genesi del suo percorso formativo: la passione, molto precoce, per lo studio dei cambiamenti individuali del singolo animale, e, successivamente, per il “divenire della specie”.

Secondo Carlo Degiacomi, architetto e giornalista, un elemento fondamentale per la formazione di una forma mentis scientifica è rappresentato soprattutto dalle esperienze didattiche “fuori dalle mura scolastiche”. Sebbene in Italia non sia molto il tempo dedicato ai temi scientifici, appare necessario continuare nell’opera di armonizzazione delle cosiddette due culture, umanistica e scientifica. Tale sforzo è ben rappresentato dalle varie manifestazioni di divulgazione scientifica a cui Degiacomi ha preso parte come ideatore, e in particolare, attraverso la direzione del Museo dell’Ambiente di Torino che ha l’obbiettivo di sviluppare, fin dalla più tenera età, una particolare sensibilità per i temi dell’ambiente, della biologia e dell’ecologia. L’informazione scientifica infatti, deve stimolare l’attitudine a porsi delle domande, a mettere in discussione le vecchie abitudini, anche comportamentali, cercando di intercettare, nello stesso tempo, le istanze del più ampio pubblico.

Anche Clara Frontali, fisico, ha ricordato l’importanza delle letture di argomento scientifico coltivate fin dall’infanzia per la sua formazione di scienziata. L’interesse della Frontali per la fisica ha soprattutto una motivazione di tipo storico. La generazione alla quale il fisico appartiene, infatti, è stata quella segnata dal dramma di Hiroshima. Nel 1955, però, un convegno internazionale sul ruolo della fisica per la pace, stimolò una generazione di studiosi ad applicare i metodi della fisica alle scienze mediche e biologiche. Un interesse che, nel tempo, insieme alla sua attività di studiosa del parassita della malaria, ha abbracciato anche la storia delle idee scientifiche.

I ragazzi presenti all'incontro

 

Molteplici sono state le domande dei ragazzi rivolte agli autori e discusse insieme al pubblico presente in sala. Tra le curiosità suscitate dalla lettura del libro di Margherita Hack, segnaliamo quelle riguardanti la natura dei buchi neri e della forza di gravità, il processo di formazione delle stelle, il Big Bang e l’età dell’Universo, lo scopo della ricerca in astrofisica. Benoit Rittaud ha selezionato alcune domande relative alla trama del libro, “verissima perché inventata dall’inizio alla fine”, come l’ha definita l’autore stesso, ricordando un pensiero di Boris Vian. Tra le curiosità stimolate nei ragazzi toscani, oltre a quelle classiche sulle applicazioni della matematica, segnaliamo il tema delle differenti modalità di calcolo nella storia dell’umanità e l’ipotesi della nascita di nuove forme di computo oltre a quelle attualmente conosciute.
Il libro di Giorgio Manzi, dedicato alla storia dell’evoluzione della nostra specie, ha suscitato interventi sull’acquisizione degli attuali tratti somatici da parte degli ominidi, sul concetto di condizionamento ambientale, sul rapporto tra evoluzionismo e creazionismo, sulla differenza tra evoluzione culturale e biologica. Ecco alcune delle domande raccolte: è possibile che certi comportamenti umani agiscano contro la selezione naturale? In futuro assisteremo alla conquista di specie homo più evolute? Quali cambiamenti sono già individuabili negli individui di oggi? E qual è il ruolo dell’evoluzione culturale?
Il libro di Andrea Pilastro ha stimolato numerose questioni sulla relazione tra riproduzione sessuale e processi di coevoluzione, sul rapporto tra ospiti e parassiti, sul tema della scelta sessuale, sulle differenze tra le modalità di selezione sessuale maschile e femminile, sulle implicazioni etiche degli studi sul comportamento animale.
Numerose le curiosità stimolate dalla lettura del volume di Alessandro Minelli: il rapporto tra neodarwinismo e embriologia, tra sviluppo e adattamento, il ruolo della simmetria in natura, la relazione tra programma e funzione in biologia, e il futuro della ricerca per lo sviluppo di una teoria unitaria del vivente.
Tra gli argomenti discussi da Degiacomi, il tema della sensibilizzazione per le questioni ambientali e le modalità per incentivarne la diffusione, il ruolo degli esperimenti e dell’interattività per la didattica delle scienze, la risoluzione dei problemi dell’inquinamento e la necessità di momenti di approfondimento dedicati a tali argomenti nelle scuole.
Numerose, infine, le curiosità, anche di tipo biografico, destinate a Clara Frontali, connesse alla sua formazione di scienziata. Oltre al rapporto tra approfondimento teoretico e sperimentazione, gli argomenti che hanno suscitato maggiore interesse nei ragazzi sono stati le innovazioni metodologiche nella didattica della scienza e il significato culturale dell’evoluzione. Frontali ha poi ribadito l’importanza di una corretta divulgazione scientifica, a condizione che questa sia concepita come momento distinto dalla didattica. Divulgare, infatti, non significa insegnare, ma “nemmeno ridurre in pillole ogni argomento”. Anzi, conclude il fisico, una divulgazione ben concepita dovrebbe trattare un argomento scientifico abbastanza a fondo “finché non lo si è recepito completamente”.
È proprio questo lo spirito che ha animato Pianeta Galileo fin dalla sua prima edizione: condividere il valore di una corretta divulgazione scientifica con l’obbiettivo di mantenere alta la qualità del messaggio, coinvolgendo i più significativi nomi della ricerca scientifica nazionale e internazionale contemporanea.

Alberto Binazzi

 

 

 
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