• Pianeta Galileo e la realtà dei festival scientifici


In Italia esiste una realtà molto variegata di manifestazioni che hanno come obbiettivo quello di promuovere, diffondere e incrementare il sapere scientifico. Tra gli eventi di questo genere spiccano il festival della scienza di Genova, il festival delle scienze a Roma, il Perugia Science Festival e infine Pianeta Galileo, che si svolge in tutte e dieci le province della Toscana.
Il Festival della Scienza di Genova si svolge nel capoluogo ligure ed in tutta la Regione tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre: nato nel 2003, è giunto alla sua quarta edizione.
Si tratta di un progetto realizzato in compartecipazione dal Ministero dell’Università e della Ricerca, dalla Regione Liguria e dalla Provincia di Genova: un nuovo modo di fare, parlare ed interagire con la scienza e sviluppato attraverso mostre, laboratori, performances e spettacoli accessibili, a pagamento, ad un pubblico eterogeneo sia da un punto di vista anagrafico che da un punto di vista culturale.
L’interazione tra scienza e pubblico è facilitata dalla scelta di tematiche molto attuali e conosciute, che stuzzicano la curiosità dei visitatori senza che questi si sentano intimiditi o frenati dall’idea che scienza voglia forzatamente significare complessità. Sebbene questa politica sia assolutamente sensata, il risultato ottenuto è quello di proporre una scienza adattata al proprio interlocutore, plasmata per il proprio pubblico in un modo che a volte puo sembrare forzato, troppo piegato alle mode del momento.
L’interesse per i giovani è forte e si concretizza non solo in una serie di eventi a loro dedicati, ma anche per la presenza di oltre 400 animatori che, dopo aver seguito un corso di formazione teorico e pratico, si occupano di favorire l’incontro con la Scienza. In questo modo si sviluppa l’interesse dei più piccoli per la cultura scientifica e allo stesso tempo viene data ai giovani un’occasione lavorativa innovativa: proprio durante l’edizione del 2007 verrà lanciata la scuola per animatori scientifici per promuovere la divulgazione scientifica a livello internazionale.
Il Festival delle Scienze di Roma nasce nel gennaio 2006 all’interno dell’attività di promozione culturale dell’Auditorium Parco della Musica, sotto il patrocinio della Fondazione Musica per Roma, del Comune di Roma e della Regione Lazio. Nella settimana dedicata alla Scienza, sono radunati grandi filosofi e scienziati che vengono chiamati a dibattere sul tema a cui è dedicata la manifestazione: quello del 2007 è stato “L’età della vita”.
La cornice culturalmente fervida e ricca in cui si svolge questo Festival favorisce la realizzazione di eventi “ibridi” in cui, ad esempio, l’astronomia si fonde con la musica e questo clima permette agli organizzatori di sbizzarrirsi con proposte come il Seminario di Tai chi – Taijiquan tenuto nell’area pedonale dell’Auditorium.
Nel suo piccolo, questo Festival offre sicuramente una buona dose di spazio alla cultura scientifica ma il tema della scuola e della didattica non è toccato. Il merito della Fondazione Musica per Roma è comunque quello di aver saputo amalgamare i molteplici aspetti della cultura senza dimenticare di sviluppare le tematiche scientifiche dando la parola a grandissimi esperti del settore.
Nel luglio del 2003 l’ Associazione Gurdulu Onlus, impegnata nella realizzazione di mostre itineranti interattive per la diffusione della cultura scientifica e tecnologica, e Psiquadro, azienda che si occupa della comunicazione e della didattica della scienza, hanno costituito il Perugia Science Festival: una settimana di mostre, laboratori, conferenze, incontri e spettacoli completamente gratuiti disseminati per il capoluogo umbro.
Tutte le edizioni successive sono state tenute nel mese di settembre e quella del 2007 avrà una novita: un’ulteriore intera settimana dedicata interamente alla scuola, durante la quale insegnanti e studenti potranno visitare le mostre allestite per l’occasione e saranno soggetti attivi di laboratori ed incontri di approfondimento. Ma è soprattutto sul piano della formazione con l’organizzazione di corsi gratuiti per gli insegnanti che intendono scoprire nuovi metodi per diffondere la Scienza che si sviluppa l’intento di questo festival.
All’interno di questo quadro Pianeta Galileo si distingue per un marcato interesse per la questione didattica partendo dalla domanda: perché la scienza è percepita da molti come un optional nel percorso della formazione culturale?
Questa manifestazione nasce nel novembre 2004 per volere del Consiglio Regionale della Toscana e dell’Assessorato regionale all’istruzione e formazione, politiche del lavoro e concertazione e si disloca in cinque delle province più importanti della regione: Carrara, Firenze, Lucca, Pisa e Siena. L’obbiettivo è quello di trasmettere la scienza come valore, come costrutto sociale e di creare un legame diretto tra istruzione, divulgazione e ricerca.
Le problematiche legate al rapporto tra scienza e cultura sono alimentate da diversi fattori come la difficoltà di approccio nella scuola, la scarsa o inadeguata attenzione dei media verso questo ambito e ancora il timore reverenziale nei confronti del linguaggio specializzato di questa materia: sono proprio questi i nodi che le iniziative promosse da Pianeta Galileo tentano di sciogliere.
Non si tratta dunque di diffondere semplicemente il sapere scientifico quanto di trovare delle soluzioni a lungo termine per far sì che la scienza entri a far parte a tutti gli effetti della vita culturale dei soggetti, partendo dalla base, dunque dalla formazione degli insegnanti per poi arrivare ai giovani.
Gli incontri avvengono, oltre che negli spazi dedicati, all’interno delle scuole stesse, anche sotto forma di lezione e sono organizzati seminari per gli insegnanti oltre che tavole rotonde in cui, ad esempio, si può discutere del controverso rapporto tra ricerca ed industria.
La differenza sostanziale con gli altri Festival Scientifici sussiste dunque nel fatto che Pianeta Galileo si fa promotore di un percorso di rialfabetizzazione che pone al centro del proprio progetto la figura dell’insegnante. Per la precisione, l’accezione di Festival potrebbe non calzare a quest’evento che non si esaurisce unicamente durante le giornate della manifestazione ma che continua a perseguire il proprio obbiettivo all’interno delle scuole stesse. L’insegnante non è relegato ad un ruolo passivo ma è spronato ad intervenire all’interno del dibattito scientifico affinché possa veramente nascere una nuova forma di educazione e formazione in questo ambito.

Francesca Golini

 
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